Bosco che suona
Il Bosco che Suona cresce nelle foreste della Val di Fiemme, la Valle dell’Armonia.
Le colonne portanti di questo tempio della musica a cielo aperto sono gli abeti rossi. Il loro pregiato legno di risonanza era già apprezzato da Stradivari e da altri grandi maestri liutai
come i Guarnieri e gli Amati. Per le straordinarie caratteristiche acustiche, l’abete rosso di risonanza è tuttora ricercato per realizzare le tavole armoniche di pregiati strumenti a corda quali organi, pianoforti, violini, viole e altri ancora.
L’azienda Ciresa di Tesero, che realizza tavole armoniche, ha calcolato che nel mondo
suonano 160 mila pianoforti grazie all’abete di Fiemme.
Durante l’estate alcuni musicisti di fama internazionale, che partecipano al festival di musica in quota "I Suoni delle Dolomiti", sono chiamati a scegliere un abete del “Bosco che Suona”. E’ il dono della Val di Fiemme a chi diffonde nel mondo melodie sublimi, con strumenti che potrebbero essere nati proprio nelle sue foreste, così accoglienti e ben tenute grazie alla gestione della millenaria Magnifica Comunità di Fiemme.
Diversi abeti di questo fitto bosco portano, infatti, i nomi di musicisti fedeli alla filosofia dei Suoni delle Dolomiti che propone concerti fra i più suggestivi anfiteatri naturali, unendo le passioni per l’arte e l'ambiente in scenari che non hanno paragoni: le montagne del Trentino.
Durante le cerimonie di battesimo degli alberi, celebrate dalla Magnifica Comunità di Fiemme, dall’Azienda per il Turismo della Val di Fiemme e dalla Trentino spa, Marcello Mazzucchi, dirigente dell’Ufficio distrettuale Foreste della Provincia Autonoma di Trento, rivela il “carattere” e la storia dell’abete scelto dal musicista.
Molto spesso l'artista riconosce una curiosa somiglianza con il suo albero. Il rito si conclude con l'esecuzione di un brano che il musicista dedica al suo abete. Una misteriosa risonanza fra uomo e natura vibra nel bosco. Come se fra pelle e corteccia si riaprisse un dialogo interrotto chissà quanto tempo fa.
Magicamente, l’assonanza fra questi due esseri di specie diverse, ma con alcuni
cromosomi comuni, diventa palpabile.
GLI ABETI “BATTEZZATI” DEL BOSCO CHE SUONA
EDIZIONE 2007
Uto Ughi (violinista), Mario Brunello (violoncellista), Giovanni Allevi (pianista),
EDIZIONE 2008
Daniel Hope, (violinista), Marco Rizzi (violinista), Danilo Rossi (violista), Kioi Sinfonietta
Tokyo (orchestra), Ilya Grubert (violinista), I Suoni delle Dolomiti (organizzatori dell’evento
musicale).
EDIZIONE 2009
Giuliano Carmignola (violinista), I Sonatori de la Gioiosa Marca (orchestra), Aiarp
(Associazione italiana accordatori pianoforte), Uri Caine (pianista jazz), i Virtuosi italiani
(orchestra), Iva Bittovà (violinista e vocalist).
EDIZIONE 2010
Ezio Bosso (contrabbassista, compositore e direttore d’orchestra), Piero Farulli (fondatore
della prestigiosa Scuola di Musica di Fiesole), Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Ivry
Gitlis (violinista) e Paolo Vallorz (pittore paesaggista).
EDIZIONE 2011
Fondazione Stradivari (Associazione Culturale di Cremona), Quartetto di Cremona
(quartetto d’archi), Salvatore Accardo (violinista), Isabelle Faust (violinista).
Notizie utili per raggiungere il Bosco che Suona:
Il Bosco che Suona si può raggiungere con i propri mezzi percorrendo la strada forestale
(per la maggior parte asfaltata) che da Predazzo porta in Valmaggiore.
Negli uffici APT della Val di Fiemme si potranno richiedere le cartine su cui sono segnati la strada, i sentieri e i posteggi più comodi. Presso l’ufficio turistico di Predazzo si potranno anche ritirare delle audioguide che, riproducendo fedelmente la musica degli artisti e dando anche tante informazioni sulle loro carriere musicali, permetteranno una visita in autonomia tra gli abeti secolari del Bosco che Suona.
I “ritratti” degli abeti del Bosco che Suona
di MARCELLO MAZZUCCHI
(dir. dell’Ufficio distrettuale Foreste della Provincia Autonoma di Trento)
L’ALBERO di MARIO BRUNELLO
Carta d’identità
Specie abete rosso
Età 250 anni
Altezza 40 m
Diametro a petto d’uomo 64 cm
Il carattere
E’ nato in una piccola buca questo abete, dove riceve acqua e neve con dovizia e dove il
terreno è più fertile e fresco. Un albero fortunato insomma. E lui ne ha approfittato e dopo
i primi anni tranquilli, nei quali ha pensato soprattutto a mettere radici, ha rotto gli indugi
ed è divenuto uno degli alberi più alti e più grossi del “Bosco che Suona”. Ha mandato la
sua chioma su, oltre i 40 metri per vedere le montagne di qua e di là e parlare con loro.
Essa è tutta protesa verso il sole del mattino per godere ogni alba. Si sa che questi alberi
da giovani sono un po’ esuberanti, a volte irrequieti, come fanno capire alcuni anelli del
suo legno particolarmente larghi, ma poi con gli anni tutto questo si ricompone in armonia
e creatività. Chi l’avrebbe detto dicono i vicini abeti quando lo sentono suonare, all’alba e
sempre.
L’ALBERO di GIOVANNI ALLEVI
Carta d’identità
Specie abete rosso
Età 240 anni
Altezza 40 m
Diametro a petto d’uomo 51 cm
Il carattere
Per trovare questo albero si sale nella parte alta del “Bosco che Suona”. Lui è lì, su di un
piccolo rilievo. Si è scelto quella posizione ideale per guardare in alto, in avanti, sempre
intento com’è ad esplorare nuovi orizzonti con quella sua chioma rigogliosa e tutta raccolta
in alto quasi a voler salire più in su ogni giorno. Tutto questo però stando ben ancorato ai
proprio ideali e in un simile bosco anche ai valori e al passato della musica come ci dicono
le sue radici ben affondate nel terreno e che per lui sono vitali.
Gli sta a fianco un altro albero, dalla forma delle chiome si direbbe per accompagnarlo e
all’occorrenza stimolarlo e rassicurarlo nella sua ricerca del nuovo. Qualche pezzo di ramo
secco che non vuole staccarsi dal suo tronco come pure qualche anello di accrescimento
molto stretto rivelano i momenti di difficoltà ed i pensieri meno lieti. Ma quella chioma,
sempre illuminata, che svetta ad oltre 40 metri, vince ogni malinconia, infonde entusiasmo
e fa suonare quell’albero sempre con gioia, con armonia, con emozione.
L’ALBERO di UTO UGHI
Carta d’identità
Specie abete rosso
Età 230 anni*
Altezza m. 40
Diametro a petto d’uomo cm 55
Il carattere
Ha messo radici su di un piccolo pianoro del bosco questo abete, né troppo vicino, né
lontano dagli altri alberi quasi a voler godere della loro compagnia in modo riservato,
senza disturbare. La continuità e l’armonia dei suoi anelli di accrescimento sono il segno di
una vita operosa e tranquilla, segnata però da prove e momenti difficili, almeno due o
tre, come ci dicono le cicatrici delle ferite rimaste sul suo tronco. Ma lui non si è mai dato
per vinto, ha sempre saputo reagire con successo e la sua chioma svetta in alto piena di
luce e di vita. Anche per questo i vicini abeti guardano a lui con deferenza, come a un
maestro, di musica e di vita.
I SUONI DELLE DOLOMITI in Val di Fiemme
Unire le grandi passioni per l’arte e l’ambiente in un teatro naturale che non ha paragoni:
le montagne del Trentino. Ecco “I Suoni delle Dolomiti”, un ciclo di concerti all’insegna della libertà e della naturalità in luoghi di straordinaria suggestione dove la musica viene proposta in piena sintonia con l’ambiente circostante.
Al Festival partecipano musicisti di fama internazionale, artisti e amanti della montagna che, nel rispetto dell’ambiente, si uniscono al pubblico e raggiungono a piedi i luoghi dei concerti, con lo strumento in spalla. Un cammino verso l’arte e la natura.







